1943-1945 La deportazione nei lager del Terzo reich

 

L’armistizio e le nuove alleanze italiane portarono al collasso dei campi di concentramento fascisti nelle zone del meridione ed i sinti e rom internati riuscirono a scappare.

Nelle ricerche avviate dall’anno 2000, la storia di rom e sinti nel periodo nazifascista in Italia presentava un vuoto legato alle vicende della persecuzione organizzata dalla Repubblica Sociale Italiana. Era il periodo dei feroci rastrellamenti nelle zone controllate dalla RSI ai quali seguì la deportazione verso i campi di concentramento e sterminio del Terzo Reich di tutti i soggetti considerati oppositori del regime per motivi razziali o politici. Fino all’avvio del progetto Memors  non si era trovata evidenza di deportazioni di rom e sinti verso i campi nazisti, eppure la “questione zingari” nel Terzo Reich rappresentava un elemento specifico che una unità d’igiene razziale trattò affiancandola alla “questione ebraica”, fino alla liquidazione totale dei rom e sinti di Auschwitz-Birkenau nella notte tra 1 e 2 agosto del 1944.

Le testimonianze dirette ed indirette raccolte con il progetto hanno permesso di colmare questa lacuna: i nomi di rom e sinti sarebbero stati irrintracciabili senza l’aiuto dei testimoni perché i cognomi da individuare erano Gabrielli, Held, Brajdic, Levakovich, Pavan e molti altri che senza la ricostruzione degli alberi genealogici non sarebbero apparsi necessariamente appartenenti a rom e sinti. Dunque sui convogli diretti dall’Italia verso Dachau, Buchenwald, Mauthausen, Ravensbruck c’erano anche rom e sinti arrestati in Italia perché “zingari” e registrati nei campi nazisti come “asociali”: la “questione zingari” del Terzo Reich era stata chiusa con la liquidazione totale dello Zigeunerlager di Birkenau nell’agosto del 1944 e l’arrivo dei deportati dall’Italia avvenne a cavallo o successivamente tale data. Sul convoglio n. 117, partito da Trieste l’11 gennaio 1945 e diretto a Ravensbrück, risultano Emma Brajdic e Maria Brajdic; quest’ultima era la madre di Stanka e Francesco Brajdic, due dei testimoni che hanno proposto il loro racconto all’interno di questo progetto.

Documenti:

Spostamenti italia-lager e date ingresso


Brajdic Johann


Demetrio Vittorio


Gabrielli Fausto


Held Romano


Lewakowitsch Beniamino


Lewakowitsch Carlo


Lewakowitsch Eriko


Pavan Dorlindano


Tapparello Bruno