1940-1943 I campi di concentramento fascisti per rom e sinti

L’11 settembre 1940 Arturo Bocchini emanava l’ordine decisivo che ribadiva il fermo proposito di combattere la “piaga zingara” attraverso il rastrellamento, l’arresto ed il concentramento di tutti i rom e sinti anche di cittadinanza italiana, per poi rinchiuderli in luoghi preposti. Si trattava di un giro di vite fondamentale: l’essere definito “zingaro” annullava in pratica qualsiasi riferimento alla cittadinanza italiana. I prefetti furono particolarmente solerti nell’adempiere agli arresti ed il regime cominciò a predisporre una rete di campi di concentramento riservati agli “zingari” sul territorio italiano. Il primo luogo individuato fu un ex tabacchificio presso Bojano (provincia di Campobasso): tra il 1940 ed il 1941 vi giunsero 58 rom e sinti provenienti da tutto il territorio nazionale, ma la richiesta dell’edificio utilizzato come luogo di concentramento, per inserirvi la lavorazione della ginestra, portò i progetti di prigionia rivolti a rom e sinti verso il vicino paese di Agnone (oggi provincia di Isernia) presso il quale vennero spostati i 58 individui presenti a Bojano a cui si aggiunsero altri cento internati che risultano censiti nelle liste del campo all’inizio del 1943. Agnone diventava il luogo specifico d’internamento fascista riservato agli “zingari”, ma nelle varie province, i centinaia di rom e sinti arrestati portarono spesso a soluzioni temporanee individuate a livello locale: nascevano perciò campi di concentramento per rom e sinti anche a Berra (Ferrara), Prignano sulla Secchia (Modena), Torino di Sangro (Chieti), Chieti, Fontecchio negli Abruzzi (Chieti); nel 1942 un altro campo di concentramento voluto a livello centrale iniziava la sua attività a Tossicia (Teramo), sorto appositamente per imprigionare i rom provenienti da Postumia e permettere al prefetto Berti di affermare che l’Istria era finalmente libera da “zingari”; precedentemente altri prigionieri rom provenienti dal confine orientale, erano stati internati anche nel campo di Gonars (UD).

A fianco dei nuovi siti d’internamento, anche le carceri diventavano luoghi di attesa per la deportazione nei campi fascisti per “zingari”, infatti molti dei deportati partirono dalle carceri di tutta Italia che tra 1940 e 1943 risultavano invase da rom e sinti arrestati ed in transito (è il caso dei detenuti di Cento in provincia di Ferrara) verso Agnone.

 

Documenti:

ORDINE D'INTERNAMENTO DEGLI ZINGARI ITALIANI 11 settembre 1940

Internamento a Vinchiaturo 1940


Invio alle isole tremiti 1940


Invio alle tremiti 1940


Se nulla risulta inviare al campo di concentramento1940


Ambasciata italiana a Berlino parla di zingari equiparati a ebrei

Carovane di zingari e invio ai campi di concentramento1943


Luogo internamento negli abruzzi


Famiglia reinardi (reinhardt) fermata



Documenti Agnone::

Affitto ex convento 1940
Descrizione campo 1940
Agnone campo concentramento per zingari 1941
Elenco internati agnone 1941
Presenze ad agnone 1942
Presenze agnone1943
Scuola al campo di concentramento 1943

Documenti Boiano::

Disponibilità locali a Boiano 1940
Campo concentramento per zingari 1941
Figli degli internati 1941
Soppressione Boiano e spostamento ad Agnone 1941
Visita campo 1941

Documenti Gonars::

Lettera podesta
Memorie cordaro_0001
Registro atti di morte gonars

Documenti Prignano::

Almanacco_55-56

Documenti Tossicia::

Tossicia 1941
Presenze nel campo 1942
Tossicia condizioni 1942
Tossicia sussidio 1942

Documenti Cento (Fe)::

dal carcere di Cento (Fe) a Bojano 1940