1938-1942 Pulizia etnica alle frontiere

La convinzione espressa da Benito Mussolini che ebrei e rom fossero spie attive contro lo Stato, portava ad ordinare un sempre più stretto controllo sui confini e l’Istria divenne il banco di prova di questa politica antizingara. Il 17 gennaio 1938 Arturo Bocchini ordinava di contare e categorizzare tutti i rom istriani dividendoli tra soggetti con precedenti penali non pericolosi, soggetti senza precedenti penali e pericolosi e soggetti pericolosi. Il prefetto istriano Cimoroni rispondeva con delle liste di nomi dettagliatissime e tra febbraio e maggio 1938 l’ordine emanato da Arturo Bocchini il 17 gennaio 1938 avviava la pulizia etnica dell’Istria nei confronti dei rom e sinti: questi furono imbarcati sui traghetti e portati verso il confino in decine di paesi sardi, tra le province di Nuoro e Sassari. Arrivarono in Sardegna almeno 80 persone che poi furono disperse nelle campagne e controllate dai carabinieri.

In quello stesso anno la medesima pratica di allontanamento venne adottata per i sinti trentini, colpevoli anch’essi di rappresentare una popolazione considerata pericolosa a livello ereditario e dunque spostati al confino in Sardegna per motivi di sicurezza dello Stato; le famiglie Gabrielli (o Gabrieli), Hollenreiner, Eisenfeld ed Held furono anch’esse confinate sull’isola.

 

Documenti

Saggio di DARKO DUKOVSKI_Le famiglie rom in Istria 1918-1938


Cartella Biografica di Rosa Raidich prima pagina
Spostamento a Perdasdefogu 1940
Perdasdefogu- lettera raidich per stoffe1942
Proseguimento del confino raidich 1943
Raidich da Perdasdefogu a Seulo 1943
Raidich- lettera alla prefettura di Nuoro 1954

Famiglie rom di cittadinanza italiana in Istria


Famiglie rom e zona residenza slave in Istria